Ponale bike da Riva al Lago di Ledro - guida al percorso

Samuel Martini .

31 ottobre 2026

Ciclisti sulla **ponale bike** lungo un sentiero scavato nella roccia, con vista sul lago e montagne.

La vecchia strada del Ponale è uno di quei percorsi in cui la pedalata passa quasi in secondo piano: da una parte hai la roccia, dall’altra il Lago di Garda, con curve e gallerie che raccontano una storia lunga più di un secolo. Una giornata di ponale bike può però cambiare molto a seconda che tu voglia raggiungere solo il belvedere oppure proseguire fino al Lago di Ledro. Qui raccolgo distanze, difficoltà, bici adatta, sicurezza e consigli pratici per goderti il percorso senza sottovalutarlo.

La pedalata sul Ponale richiede più organizzazione di quanto sembri

  • Partenza consigliata: Riva del Garda, seguendo il percorso verso la vecchia strada scavata nella roccia.
  • Itinerario completo: circa 33,4 km fino al Lago di Ledro e ritorno, con 1.009 metri di dislivello positivo.
  • Bici ideale: mountain bike o gravel con pneumatici adatti allo sterrato; la bici da corsa è una scelta poco pratica.
  • Fondo: sterrato compatto, rampe in porfido, gallerie e tratti condivisi con i pedoni.
  • Regola essenziale: controlla sempre aperture, lavori e condizioni del sentiero prima di partire.

Ciclisti sulla ponale bike lungo un sentiero scavato nella roccia, con vista sul lago e montagne.

Che cosa rende speciale la vecchia strada del Ponale

La Strada del Ponale nacque a metà dell’Ottocento per collegare Riva del Garda alla Valle di Ledro. I lavori iniziarono nel 1847 e terminarono nel 1851, creando un collegamento spettacolare tra gallerie, tornanti e pareti rocciose. Per molto tempo fu una vera strada di collegamento, prima di essere sostituita dal moderno sistema di gallerie e chiusa al traffico nel 1990.

Dal 2004 il tracciato è stato riaperto come sentiero ciclopedonale. Questo significa che non sei su una pista ciclabile esclusiva per biciclette: incontrerai escursionisti, famiglie, persone ferme a fotografare e ciclisti che procedono a velocità diverse. Io considero proprio questa convivenza parte dell’esperienza, ma richiede pazienza e velocità moderata.

Il punto più scenografico è il tratto sospeso sopra il lago, dove la visuale cambia a ogni curva. Le vecchie gallerie, i parapetti e la vegetazione mediterranea fanno capire perché il percorso sia diventato uno dei simboli outdoor dell’Alto Garda. La strada, però, non va confusa con un semplice anello pianeggiante intorno al lago.

Quale itinerario scegliere da Riva del Garda

La scelta più importante riguarda la lunghezza dell’escursione. Il tratto panoramico della vecchia strada può essere percorso anche come uscita breve con ritorno a Riva, mentre il collegamento verso la Valle di Ledro diventa un vero tour in mountain bike o gravel.

Variante Distanza e impegno Per chi è adatta
Riva del Garda e tratto panoramico del Ponale Uscita breve, con salita iniziale e ritorno sullo stesso percorso Chi vuole godersi il panorama senza affrontare una giornata intera
Riva del Garda, Ponale, Pregasina e Lago di Ledro Circa 33,4 km, 3 ore indicative, difficoltà difficile Ciclisti con buon allenamento e bici adatta allo sterrato
Valle di Ledro con rientro assistito Durata variabile in base a bus, shuttle o trasporto bici Chi vuole evitare il ritorno completo dopo la salita

Per una prima visita sceglierei la versione panoramica con ritorno a Riva. Permette di fermarsi nei punti migliori, osservare le gallerie e valutare il fondo senza trasformare una gita fotografica in una prova di resistenza. Se invece vuoi arrivare al Lago di Ledro, considera l’escursione come un itinerario di montagna, non come una semplice passeggiata sul lungolago.

Il percorso completo indicato dagli uffici turistici locali misura circa 33,4 chilometri e presenta un dislivello complessivo vicino ai 1.009 metri. Il dato più importante non è tanto il tempo teorico di tre ore, quanto il fatto che soste, traffico pedonale, fotografie e fondo irregolare possono allungare sensibilmente la giornata.

Che bici e quale equipaggiamento usare

La soluzione più equilibrata è una mountain bike front, cioè una bici con ammortizzatore anteriore, oppure una gravel robusta con gomme sufficientemente larghe. Il fondo non richiede necessariamente una bici da enduro, ma una bicicletta leggera da strada può diventare scomoda sulle pietre, sulle rampe e nei passaggi meno regolari.

La dotazione che fa davvero la differenza

  • Casco sempre indossato, anche nel tratto breve.
  • Pneumatici con buona aderenza e pressione non eccessiva.
  • Luci anteriori e posteriori per le gallerie.
  • Kit per forature, pompa e almeno una camera d’aria di ricambio.
  • Acqua e uno spuntino, perché i punti di ristoro non sono distribuiti in modo uniforme.
  • Giacca leggera, soprattutto nelle stagioni più fresche o con vento sul lago.

Le luci non servono soltanto per vedere. Nelle gallerie aiutano gli altri utenti a capire da che direzione arrivi, mentre nei tratti affollati rendono la tua presenza più evidente. È un piccolo accorgimento che molti dimenticano e che, secondo me, migliora subito la sicurezza.

La bici elettrica può essere una buona scelta per chi non è abituato alle salite, ma non elimina la difficoltà del fondo né il bisogno di gestire bene la batteria. Con un’e-bike pesante bisogna inoltre prestare maggiore attenzione nelle manovre lente e nelle discese su sterrato.

Come organizzare partenza, tempi e rientro

Il punto di partenza più naturale è Riva del Garda. Dal centro si segue il percorso ciclabile verso il porto e la zona della centrale idroelettrica, quindi si raggiunge l’accesso alla vecchia strada. La prima salita può sembrare breve, ma conviene affrontarla senza forzare: è il momento in cui molti partono troppo forte e pagano lo sforzo più avanti.

In alta stagione partirei presto, soprattutto nei fine settimana. Le ore centrali portano più caldo, maggiore affollamento e più difficoltà nel fermarsi nei punti panoramici. In primavera e autunno la luce è spesso migliore e il clima più piacevole, ma dopo piogge intense il terreno può presentare fango, detriti o temporanee limitazioni.

La segnalazione turistica indica il percorso come accessibile durante tutto l’anno, ma apertura generale non significa condizioni identiche ogni giorno. Lavori di manutenzione, caduta massi, temporali o interventi sui parapetti possono modificare l’accesso. Prima di partire controllerei sempre gli aggiornamenti locali e non ignorerei mai una barriera o un divieto temporaneo.

Per il tour verso Ledro bisogna calcolare anche il rientro. La traccia ufficiale prevede normalmente il ritorno sullo stesso itinerario, mentre in alcuni casi è possibile organizzarsi con collegamenti pubblici o servizi dedicati. Non farei affidamento su questa soluzione senza verificare in anticipo gli orari e le regole per il trasporto della bicicletta.

Gli errori più comuni sul sentiero del Ponale

Confondere il tratto panoramico con un percorso facile

Il primo segmento è accessibile a molti ciclisti, ma presenta comunque salita, fondo misto e passaggi condivisi con pedoni. Facile da seguire non significa privo di rischi: basta una curva affrontata troppo velocemente per perdere controllo vicino al bordo o urtare un altro utente.

Partire con la bici sbagliata

Una city bike con gomme strette può funzionare per un tratto limitato, ma non è la scelta che consiglierei per arrivare fino a Ledro. La mountain bike offre più controllo, mentre la gravel è valida per chi pedala bene su superfici non asfaltate e sa gestire discese con fondo irregolare.

Fermarsi in mezzo al passaggio

Le fotografie sono parte della gita, soprattutto nei punti dove il lago appare sotto la parete rocciosa. Conviene però accostare in uno spazio sicuro e lasciare libero il centro del sentiero. Nei tratti stretti darei sempre la precedenza a chi sale e rallenterei molto prima delle gallerie.

Leggi anche: Eremo Camaldolesi Bardolino - Guida completa alla salita

Sottovalutare il ritorno

All’andata l’entusiasmo copre facilmente la fatica. Dopo Pregasina e il Lago di Ledro, però, restano chilometri e dislivello da affrontare. Se non hai un allenamento regolare, fisserei un punto di inversione realistico e terrei una riserva di energia di almeno un’ora di pedalata, senza contare le soste.

Il modo migliore per vivere il Ponale senza correre

La vecchia strada dà il meglio quando non la si tratta come una gara. Per una prima esperienza sceglierei una bici adatta, una partenza mattutina e un obiettivo semplice, come il belvedere o il ristoro panoramico, lasciando la Valle di Ledro a una seconda uscita più lunga.

Se invece affronti l’itinerario completo, preparati a una giornata di ciclismo panoramico e montano, con oltre trenta chilometri, salite vere e frequenti cambi di ritmo. Il premio non è soltanto la vista sul Garda: sono anche il carattere storico del tracciato, le gallerie nella roccia e il passaggio graduale verso il paesaggio più tranquillo del Lago di Ledro.

Il mio consiglio finale è semplice: porta con te tempo, acqua e rispetto per chi percorre il sentiero a piedi. Sul Ponale la velocità conta meno della possibilità di fermarsi, guardare il lago e tornare a casa con la sensazione di aver attraversato un pezzo autentico di storia alpina.

Domande frequenti

Per una prima esperienza è consigliabile percorrere il tratto panoramico della vecchia strada con ritorno a Riva del Garda. È più breve e permette di fermarsi nei punti panoramici senza affrontare l’intera giornata fino al Lago di Ledro.
L’itinerario completo da Riva del Garda al Lago di Ledro e ritorno misura circa 33,4 chilometri e presenta circa 1.009 metri di dislivello positivo. Le soste, il traffico pedonale e il fondo irregolare possono aumentare il tempo indicativo di tre ore.
La scelta più equilibrata è una mountain bike front oppure una gravel robusta con pneumatici adatti allo sterrato. Sono consigliati casco, luci anteriori e posteriori per le gallerie, kit per forature, pompa, camera d’aria di ricambio, acqua e uno spuntino.
Prima di partire è opportuno verificare aperture, lavori, caduta massi, condizioni del terreno e possibili limitazioni temporanee. Il percorso è ciclopedonale, quindi bisogna anche considerare la presenza di escursionisti, procedere a velocità moderata e lasciare libero il passaggio.
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Autor Samuel Martini
Samuel Martini
Mi chiamo Samuel Martini e ho tre anni di esperienza nel campo del turismo, della gastronomia e delle tradizioni locali. La mia passione per questi temi è nata durante i miei viaggi in Italia, dove ho scoperto la ricchezza culturale e culinaria delle diverse regioni. Ho sempre trovato affascinante come la storia e le tradizioni locali si intrecciano con l'arte del mangiare, e mi piace condividere queste scoperte con gli altri. Scrivo per fornire informazioni utili e aggiornate, cercando di semplificare argomenti complessi e di rendere accessibili le meraviglie del nostro patrimonio culturale. Mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che i miei lettori possano fidarsi di ciò che leggono. Spero di ispirare molti a esplorare e apprezzare le bellezze del nostro paese, attraverso esperienze autentiche e indimenticabili.
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