Strada della Forra, guida tra gallerie e panorami del Garda

Samuel Martini .

18 settembre 2026

La strada della Forra serpeggia tra rocce e vegetazione lussureggiante, con curve mozzafiato a picco sul mare blu intenso.

Una salita di pochi chilometri può trasformarsi in un’esperienza da ricordare, soprattutto quando la strada entra nella gola del torrente Brasa e lascia spazio soltanto a roccia, ponti e scorci sul Garda. La strada della forra vicino a Tremosine è un itinerario panoramico da vivere in auto, moto o bicicletta, ma richiede attenzione alle regole di transito, ai semafori e alle condizioni del fondo. Qui raccolgo dati, accessi aggiornati, consigli per pedalare e collegamenti con sentieri e percorsi dell’Alto Garda.

Un itinerario spettacolare che va affrontato con tempi e mezzo adeguati

  • 5,8 km circa per il tratto panoramico tra la Gardesana e Pieve di Tremosine.
  • Dislivello di circa 200 metri, con gallerie strette, curve e passaggi scavati nella roccia.
  • Nel 2026 sono previste regole di senso unico nel tratto iniziale, da verificare prima della partenza.
  • In bicicletta servono luci, casco e alta visibilità, soprattutto nelle gallerie.
  • Non è una ciclovia separata, ma una strada provinciale aperta al traffico.

La strada della forra serpeggia tra rocce scoscese e vegetazione lussureggiante, con il mare blu intenso che fa da sfondo.

La strada è breve, ma l’esperienza cambia a ogni curva

Il percorso segue la SP38 Porto-Pieve-Vesio e collega la Gardesana occidentale con l’altopiano di Tremosine. Il tratto più famoso misura circa 5,8 chilometri e sale dai 65 metri della zona lacustre fino ai 423 metri di Pieve, con un dislivello vicino ai 200 metri.

La particolarità non è soltanto il panorama. La carreggiata entra nella forra scavata dal torrente Brasa, passa accanto a pareti umide e vegetazione, attraversa gallerie naturali e artificiali e alterna tratti aperti a passaggi molto stretti. In alcuni punti la luce cambia bruscamente, perciò la percezione della strada è più impegnativa di quanto suggerisca la distanza.

Il progetto nacque per superare l’isolamento storico dell’altopiano e la strada fu inaugurata il 18 maggio 1913. A mio avviso, la parte più interessante è proprio questo equilibrio tra paesaggio e ingegneria: non si attraversa soltanto una gola, si percorre un’opera costruita per collegare comunità che prima dipendevano da mulattiere e collegamenti molto più difficili.

Il tratto è diventato famoso anche grazie al cinema, in particolare per alcune scene di “Quantum of Solace”. La fama, però, non deve spingere a emulare le scene d’azione. Qui velocità e sorpassi improvvisati riducono rapidamente il margine di sicurezza.

Come organizzare l’accesso nel 2026

Le indicazioni locali pubblicate per il 2026 segnalano, dal 13 marzo alle 16.30, un senso unico permanente in salita nel tratto compreso tra l’incrocio con la Gardesana e il ristorante La Forra. Il tratto successivo resta regolato dalla segnaletica e dal semaforo, mentre la viabilità può cambiare per lavori, frane o condizioni meteo.

Prima di partire controllerei sempre gli avvisi del Comune, della Provincia e della Pro Loco. È un passaggio concreto, non burocratico: dopo la frana del 2023 sono stati eseguiti interventi di consolidamento e la strada può subire chiusure temporanee anche quando risulta normalmente aperta.

Situazione Cosa considerare
Auto o moto Seguire senso unico, semafori e indicazioni sul posto. Nelle curve cieche mantenere una velocità molto bassa.
Bicicletta La strada è percorribile solo rispettando il traffico ordinario e le limitazioni temporanee. Non equivale a una pista ciclabile.
A piedi Il transito pedonale può essere vietato lungo buona parte del tracciato. Le indicazioni locali del 2026 ammettono soltanto un breve tratto di circa 250 metri nel canyon.
Camper Il passaggio è sconsigliato nei periodi senza senso unico in salita; alcune indicazioni locali riportano un’altezza massima di 3 metri.

Per raggiungere Tremosine dal nord del lago è possibile utilizzare anche la Gardesana fino a Limone e salire da Bassanega. Dal sud si può valutare il collegamento attraverso Tignale. Queste alternative sono utili quando la SP38 è chiusa, ma anche per costruire un itinerario circolare senza dover ripercorrere lo stesso tratto.

Pedalare qui richiede più attenzione che forza

La salita non presenta pendenze proibitive e può essere affrontata da molti ciclisti, soprattutto con una e-bike. La difficoltà reale sta nella convivenza con auto e moto, nella carreggiata stretta e nelle gallerie, dove rumore e visibilità cambiano in pochi secondi.

Io sceglierei una bicicletta da strada o una gravel con rapporti agili, mentre la mountain bike ha senso se si vogliono collegare anche strade forestali e vecchie mulattiere dell’altopiano. In ogni caso, porterei luce anteriore e posteriore, casco e gilet riflettente. Nelle gallerie non basta vedere: bisogna essere visti in anticipo.

  • Pedalare in fila indiana, soprattutto nei periodi affollati.
  • Fermarsi ai semafori e rispettare ogni divieto temporaneo.
  • Evitare cuffie e auricolari, perché il rumore dei veicoli è un segnale utile.
  • Affrontare le gallerie con luci accese anche di giorno.
  • Non fermarsi nel punto più stretto per fotografare, ma cercare uno spazio sicuro.
  • Portare acqua e una piccola scorta energetica, anche se la distanza sembra ridotta.

Un consiglio che considero decisivo riguarda l’orario. La mattina presto offre temperature migliori e meno traffico, mentre il pieno giorno può garantire più luce nei passaggi aperti ma anche maggiore affollamento. Con una bici elettrica suggerisco di non usare tutta l’assistenza nella prima parte, così da conservare batteria per eventuali deviazioni sull’altopiano.

Un itinerario ad anello con partenza da Riva del Garda può arrivare a circa 43,3 chilometri e 863 metri di dislivello, con un tempo indicativo di 2 ore e 30 minuti per ciclisti allenati. Questo dato riguarda il giro completo, non soltanto la salita nella gola, e va adattato al traffico, alle soste e alle condizioni del lago.

Sentieri e percorsi da collegare alla salita

Chi cerca una semplice esperienza panoramica può salire fino a Pieve, visitare il borgo e fermarsi sulle terrazze affacciate sul Garda. Chi invece vuole un’uscita più completa può inserire la SP38 in un giro che tocchi Limone, Bassanega, Vesio e le frazioni dell’altopiano.

Il vecchio tracciato vicino alla prima galleria

Dopo circa 950 metri dall’inizio della salita, nei pressi di una galleria stretta e buia, è segnalata una vecchia strada dismessa utilizzata in alcuni itinerari ciclistici. Offre scorci interessanti sul lago e può rendere il passaggio più piacevole, ma non va interpretata come una ciclovia continua o come un percorso sempre aperto.

Qui bisogna seguire la segnaletica del giorno. Se il fondo è bagnato, se ci sono transenne o se il tratto è riservato a escursioni guidate, la scelta corretta è restare sul percorso autorizzato oppure rinunciare alla deviazione.

Il sentiero storico tra Pieve e il lago

Il vecchio Sentiero del Porto racconta meglio di qualunque cartello quanto fosse difficile raggiungere Tremosine prima della strada moderna. È ripido e in alcuni punti sconnesso, quindi lo considererei adatto a escursionisti con calzature solide, non a una passeggiata improvvisata con scarpe da città.

Il percorso pedonale è particolarmente interessante per chi vuole combinare storia locale, geologia e panorami. Tuttavia, le limitazioni di accesso nella zona della forra possono cambiare. Nel 2026 le indicazioni locali segnalano il divieto pedonale su gran parte della sede stradale, con accesso limitato al canyon, perciò è indispensabile verificare la segnaletica prima di incamminarsi.

Leggi anche: Strada del Ponale - La guida definitiva per un'escursione perfetta

Passo Nota e Tremalzo per ciclisti allenati

Per trasformare la visita in una vera giornata in sella, si possono valutare i percorsi verso Passo Nota e Passo Tremalzo. Sono itinerari più lunghi e impegnativi, con tratti sterrati e quote molto superiori alla strada panoramica. Li consiglierei soltanto a chi ha già esperienza di dislivello, fondo irregolare e gestione dell’energia.

Il vantaggio di questi collegamenti è la varietà. La salita nella gola offre soprattutto ingegneria e paesaggio verticale, mentre l’altopiano aggiunge boschi, malghe, strade militari e viste più ampie. Per chi arriva dalla pianura mantovana, è una combinazione più appagante rispetto alla sola fotografia davanti alla galleria.

Il modo giusto per godersi la gola senza correre

La visita migliore, secondo me, non è quella in cui si attraversa tutto rapidamente. Conviene prevedere almeno mezza giornata, includendo la salita, una sosta a Pieve e un momento per esplorare un tratto autorizzato dei sentieri o delle strade dell’altopiano.

In auto o in moto si apprezza la successione di curve e gallerie, ma bisogna guidare con calma. In bici l’esperienza è più immersiva, anche se richiede preparazione e attenzione al traffico. A piedi, invece, il percorso va scelto con maggiore cautela perché la strada non è una passeggiata protetta e le regole di accesso possono essere restrittive.

Porterei con me acqua, una giacca leggera, una luce di riserva e una batteria esterna per il telefono. Dopo la visita, fermarsi a Pieve per un piatto della cucina gardesana o per assaggiare i prodotti dell’altopiano completa bene l’escursione: la gola colpisce per la scenografia, ma il territorio si capisce davvero quando si resta abbastanza a lungo da incontrare anche i suoi borghi e le sue tradizioni.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Il tratto panoramico della SP38 misura circa 5,8 chilometri e collega la Gardesana con Pieve di Tremosine. Si sale da circa 65 a 423 metri, con un dislivello vicino ai 200 metri.
Nel 2026 è previsto un senso unico permanente in salita, dal 13 marzo alle 16.30, tra la Gardesana e il ristorante La Forra. Il tratto successivo è regolato da segnaletica e semafori; bisogna controllare gli avvisi del Comune, della Provincia e della Pro Loco perché lavori, frane o maltempo possono causare chiusure temporanee.
Servono luce anteriore e posteriore, casco e gilet riflettente, soprattutto nelle gallerie. È consigliabile pedalare in fila indiana, rispettare semafori e divieti, evitare auricolari e non fermarsi nei punti più stretti per fotografare.
Vicino alla prima galleria, dopo circa 950 metri, è segnalata una vecchia strada dismessa, ma il suo accesso dipende dalla segnaletica e dalle condizioni del fondo. Per ciclisti allenati sono possibili collegamenti verso Passo Nota e Passo Tremalzo, itinerari più lunghi e impegnativi con tratti sterrati e quote maggiori.
La strada non è una passeggiata protetta e il transito pedonale può essere vietato su gran parte del tracciato. Le indicazioni locali del 2026 ammettono soltanto un breve tratto di circa 250 metri nel canyon; il Sentiero del Porto è invece ripido e sconnesso e richiede calzature solide.
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Autor Samuel Martini
Samuel Martini
Mi chiamo Samuel Martini e ho tre anni di esperienza nel campo del turismo, della gastronomia e delle tradizioni locali. La mia passione per questi temi è nata durante i miei viaggi in Italia, dove ho scoperto la ricchezza culturale e culinaria delle diverse regioni. Ho sempre trovato affascinante come la storia e le tradizioni locali si intrecciano con l'arte del mangiare, e mi piace condividere queste scoperte con gli altri. Scrivo per fornire informazioni utili e aggiornate, cercando di semplificare argomenti complessi e di rendere accessibili le meraviglie del nostro patrimonio culturale. Mi impegno a verificare le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che i miei lettori possano fidarsi di ciò che leggono. Spero di ispirare molti a esplorare e apprezzare le bellezze del nostro paese, attraverso esperienze autentiche e indimenticabili.
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