Quando una gita deve unire acqua, bosco e movimento, il Parco delle Cascate di Molina è una scelta molto completa. L’area protetta vicino a Fumane, in provincia di Verona, offre tre sentieri ad anello con difficoltà diverse e può diventare anche una tappa di un itinerario in bicicletta tra i borghi e i vigneti della Valpolicella.
Il parco si visita a piedi, ma si raggiunge bene anche in bici
- Tre percorsi da 1,2, 2,5 e 3,6 km, con difficoltà crescente.
- Almeno tre ore permettono di visitare le cascate senza correre.
- Le biciclette non entrano nei sentieri interni del parco.
- Il percorso ciclistico Molina su due ruote misura circa 30 km e supera 662 metri di dislivello.
- Dal parcheggio all’ingresso servono circa 15 minuti a piedi.

Tra boschi, torrenti e antichi mulini
Il parco si trova a Molina di Fumane, sui Monti Lessini, in un ambiente collinare compreso indicativamente tra 400 e 600 metri di quota. In circa 80.000 metri quadrati si incontrano sorgenti perenni, gole rocciose, pozze, felci e una serie di salti d’acqua modellati dall’erosione.
La presenza dell’acqua spiega anche la storia del borgo. I torrenti alimentavano mulini e piccoli opifici, mentre oggi le cascate sono il cuore di un’area naturalistica protetta. Tra i punti più interessanti si trovano la Cascata Verde, la Cascata Nera, la Spolverona, il Doppio Covolo e la Cascata dell’Orso.
Io non considererei questa una semplice passeggiata panoramica. Il paesaggio cambia rapidamente e, oltre alle cascate, comprende grotte, pozzi naturali e tracce archeologiche. È proprio questa varietà a rendere la visita interessante anche per chi ha già visto molti itinerari d’acqua.
Quale sentiero scegliere in base al tempo e alla preparazione
I tre itinerari sono ad anello e hanno un senso di percorrenza obbligato. La scelta non dipende soltanto dalla forma fisica, ma anche dal tempo disponibile e dal tipo di esperienza che si cerca.
| Percorso | Lunghezza | Durata indicativa | Difficoltà | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|---|
| Verde | 1,2 km | 30 minuti | Facile | Famiglie e visita breve |
| Rosso | 2,5 km | 1 ora | Media | Chi vuole vedere le cascate principali |
| Nero | 3,6 km | 2 ore | Impegnativa | Escursionisti abituati a dislivelli e tratti ripidi |
Il percorso Verde
È l’opzione più semplice, con circa 50 metri di dislivello dall’ingresso. Permette di osservare la Cascata Spolverona, la Nera e la Verde, oltre alla grotta preistorica e all’area archeologica. Lo sceglierei per una prima introduzione al parco o quando si viaggia con bambini già abituati a camminare.
Il percorso Rosso
Con un dislivello di circa 100 metri, aggiunge al tracciato breve il Doppio Covolo e la Cascata dell’Orso, visibile da più angolazioni. È il compromesso migliore per la maggior parte dei visitatori: richiede un po’ di fiato, ma permette di vedere le zone più scenografiche senza trasformare la giornata in un’escursione impegnativa.
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Il percorso Nero
È il tracciato più completo, con circa 250 metri di dislivello e due ore di cammino effettivo. Porta verso il punto panoramico, il Pozzo Tondo e la Grotta delle Tette More. Dopo la pioggia può diventare più scivoloso e faticoso, quindi lo affronterei soltanto con scarpe da trekking e una buona riserva di tempo.
Come arrivare e cosa mettere nello zaino
Il parcheggio gratuito si trova lungo la strada che arriva a Molina. Da lì l’ingresso del parco non è immediato: bisogna percorrere circa 700 metri con 100 metri di dislivello, in discesa all’andata e in salita al ritorno, attraversando il borgo medievale.
Questo tratto viene spesso sottovalutato. Anche chi sceglie il percorso Verde deve quindi considerare il cammino complessivo e non soltanto i 30 minuti indicati per l’itinerario interno.
- scarpe con suola scolpita e antiscivolo;
- abbigliamento a strati, perché nelle gole la temperatura è più fresca;
- acqua e una piccola merenda;
- giacca impermeabile in caso di previsioni variabili;
- zaino leggero, soprattutto se si affronta il percorso Nero.
I sentieri non sono accessibili con passeggini o carrozzine. I cani sono ammessi, ma devono restare al guinzaglio per tutta la visita e non possono entrare nell’acqua, dove vive fauna protetta.
Bici e ciclovie tra Molina e la Valpolicella
La bicicletta è una buona idea per esplorare il territorio, ma non per percorrere l’area interna. Il parco si visita esclusivamente a piedi e i sentieri non sono adatti né alle bici da strada né alle mountain bike.
La soluzione più interessante è arrivare nei dintorni pedalando e lasciare la bici nel paese, per poi affrontare il parco a piedi. Il tracciato Molina su due ruote sviluppa circa 30 km, richiede mediamente due ore e presenta 662 metri di dislivello. È un itinerario asfaltato di difficoltà medio-alta che collega Negrar, i centri della Valpolicella, Molina e Fumane.
Non è una ciclovia pianeggiante adatta a tutti. Le salite continue richiedono allenamento e una bicicletta con rapporti adeguati, mentre una e-bike rende più gestibile il dislivello. In cambio si attraversano vigneti, borghi storici e strade collinari con una prospettiva molto diversa da quella offerta dall’automobile.
Per chi preferisce un giro più impegnativo, la rete ciclabile tra Valpolicella e Valdadige permette di combinare paesaggio agricolo, boschi e piccoli centri. Il mio consiglio è di non comprimere bici e visita nello stesso momento: meglio programmare una pedalata al mattino e dedicare almeno mezza giornata alle cascate.
Orari, periodo migliore e regole da rispettare
Per il calendario 2026, il periodo estivo prevede l’apertura quotidiana dalle 9.00 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 17.30. Dal 14 settembre al 1° novembre l’orario indicato è dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 16.00; tra il 2 e il 22 novembre l’apertura è limitata a sabati, domeniche e festivi.
Dal 23 novembre 2026 alla fine di febbraio 2027 il parco è indicato come chiuso. Il maltempo può causare chiusure temporanee anche durante la stagione, quindi conviene verificare l’aggiornamento ufficiale prima di partire. Per i gruppi di almeno 20 persone è richiesta la prenotazione.
La primavera offre acqua abbondante e vegetazione brillante, mentre l’estate è piacevole nelle zone ombreggiate del bosco. In autunno i colori rendono molto fotogenici i sentieri, ma il fondo può essere umido. Il periodo meno adatto, a mio avviso, è quello successivo a piogge intense, quando alcuni passaggi diventano più scivolosi e la visita richiede maggiore prudenza.
Non si entra nell’acqua, non si raccolgono piante o rocce e non si abbandonano i tracciati. Sono regole semplici, ma in un ambiente delicato fanno la differenza. Anche il rumore va limitato: ascoltare il torrente è parte dell’esperienza.
Una giornata ben costruita tra cascate e borghi
Per una visita equilibrata partirei dal parcheggio in mattinata, attraverserei Molina con calma e sceglierei il percorso Rosso. In questo modo restano tempo ed energie per una pausa nelle aree picnic, per il bar all’ingresso e per una passeggiata tra gli antichi mulini del borgo.
Chi arriva in bicicletta può invece organizzare un anello più ampio tra Negrar, Molina e Fumane, considerando il parco come una sosta escursionistica e non come un tratto ciclabile. È un piccolo dettaglio organizzativo, ma evita l’errore più comune, cioè presentarsi all’ingresso con la bici pensando di poterla portare sui sentieri.
La formula migliore resta quindi semplice: scarpe adatte, almeno tre ore disponibili e un itinerario scelto senza fretta. Le cascate danno il motivo per partire, ma sono il borgo, i boschi e le strade della Valpolicella a trasformare la visita in una vera esperienza di territorio.